La Croce della discordia
In primo piano, WebTV 31 Ottobre 2009
La Lega sola in difesa della Croce.
5 Commenti a “ La Croce della discordia”
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La Lega sola in difesa della Croce.
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Novembre 1st, 2009 at 21:00
Bravo Esposti, continua così….
Novembre 3rd, 2009 at 12:18
Crocefisso nelle aule? allora permettiamo ad OGNI religione di esprimere i suoi simboli … o tutti o nessuno.
Sveglia gente il mondo va avanti, il medioevo è passato e non tornerà; la scuola dovrebbe essere laica (ditemi voi se due ore di insegnamento della religione cattolica si possono chiamare laicità) e permettere il libero sviluppo delle individualità di ciascuna persona: inutile dire che la libertà di ciascuno si ferma dove iniziano i diritti degli altri.
Mai più simboli religiosi nei luoghi della cultura.
Novembre 4th, 2009 at 15:09
Volevo rammentare, in considerazione del fatto che dal 1999 al 2004, sono state consigliere comunale e nello specifico in qualità di capogruppo di FI, che durante questo mandato elettorale era stata fatta dalla minoranza una mozione riguardante il riposizionamento dei crocefissi nelle scuole, quale simbolo delle origini culturali e storiche della nostra nazione. La mozione venne approvata, seppure la stessa non diede seguito a nessun atto da parte degli organi di Governo del comune. Fermo rimanendo che questo ha lasciato molta perplessità nella sottoscritta riguardo al valore reale delle determinazioni democratiche della attività di una amministrazione, vorrei rispondere al signore “laico” che tanto teme il potere di un simbolo; verosimilmente non ha certezza della propria laicità, diversamente sarebbe indifferente; la sua preoccupazone è che chi si identifica in quel simbolo possa ricordare le proprie origini e trarne insegnamenti e moniti per rimediare ai guasti di una società qualunquista e priva di valori di riferimento.Maria Spina
Novembre 4th, 2009 at 21:18
Veramente io penso semplicemnte che chi si identifica nei simboli della religione cristiana ha tutti gli spazi che desidera (e lungi da ma il pensiero di ridurglieli) per ricordare quel che vuole.
Quel che mi preoccupa ben oltre ai simboli sono le 2 (due) ore la settimana di insegnamento della religione cattolica (e non mi si venga a dire che il programma parla di altro perchè i bambini riferiscono serenamente quanto accade a scuola … così come serenamente riferiscono a scuola quanto accade a casa) come e forse più di quanta attenzione non si dedichi all’insegnamento delle lingue straniere. Inutile dire che quelle due ore sono facoltative, peccato che l’alternativa non c’è o è comunque risibile e legata alla buona volontà e iniziativa personale degli insegnanti (e per fortuna che tanti tanti di loro hanno veramente a cuore la loro professione).
Novembre 5th, 2009 at 10:13
Ha proprio ragione; le ore di religione sono facoltative, e la loro frequentazione dipende da disposizioni dei genitori. Il punto è proprio questo: è la famiglia che deve avere un ruolo prioritario sull’educazione del proprio figlio, non può e non deve demandare ad altri questa responsabilità e nella fattispecie alla scuola. La scuola deve assumere un ruolo di coadiutore rispetto a quello dei genitori, fornendo ai ragazzi informazioni e dati, scevri da ogni connotazione politico relgioso, ma tali da permettere al giovane di allenare i propri neuroni ad esprimere un pensiero che nasce dalla propria identità di individuo distinto e dalla presa di autocoscienza di ciò. Le sembra che questo venga fatto realmente nelle scuole?…e nelle famiglie?..Forse una meditazione andrebbe fatta ben aldilà del Crocefisso in aula e allla buona volontà degli insegnanti….Per cronaca ho tre figlie,due laureate che insegnano e una che ha scritto un libro a soli 21 anni che è stato già pubblicato: sono cattolica praticante, una delle due mie figlie non ha fatto religione durante il percorso scolastico e la loro identità religiosa non la conosco e non la discuto. Le garantisco che non ho demandato a nessuno la loro educazione e loro non sono impressionate dalla presenza del Crocefisso in aula.